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Sono contento che Luca Zaia sia diventato ministro del nuovo governo.
Non ho nessun interesse diretto con lui ne di business ne di altro genere, se non che lo conosco da oltre venticinque anni, da quando io, piccolo reporter del giornale "Il Gazzettino" ebbi l'occasione di scattargli alcune foto mentre, nella veste di brillante "promoter" girava alcune scene della sua esistenza nelle discoteche della provincia di Treviso.
Per molti anni poi non ci sentimmo o vedemmo, le nostre strade si separarono, poi il destino ci fece re-incontrare, casualmente, come residenti dello stesso piccolo paese.
Luca era nel frattempo rimasto la stessa persona, gentile ed affabile, con quella stetta di mano salda e sicura che ti trasmette empatia e la sicurezza di avere a che fare con una persona schietta e diretta.
Nelle mie peregrinazioni negli Stati Uniti mi ero perso però una fase importante della sua carriera; era diventato il piu' giovane presidente della Provincia, d'Italia.
Non fu certo lui a dirmelo, lo scoprii da solo in un secondo tempo. Luca non ama parlare di se stesso o darsi arie per le cariche che assume. La sua saggezza contadina lascia che siano i fatti a parlare di lui, e lo fanno sempre.
Ora è il ministro di questo nuovo governo che promette di poter cambiare i venti di un'Italia che ha bisogno di ottimismo e di nuove energie per ritrovare la forza di rialzarsi da un momento non certo dei migliori.
Gli italiani sono stufi della politica "antica" basata su promesse fatte e mai mantenute. Ora basta.
E' come quando si scopre un nuovo ristorante che promette bene dal menu' e poi ti presenta un conto salato, più salato di quello che immaginavi; la fregatura la prendi una sola volta e non ci torni più. Così anche la politica di oggi. La gente comune ora si aspetta grandi cambiamenti, una svolta che ci faccia trovare tasse meno onerose, buste paghe con meno tagli, un sistema burocratico che sia al servizio dei cittadinie non degli enti inutili che foraggiano dipendenti fanulloni, una sicurezza che sul territorio manca da sempre a causa di un buonismo che ha solo regalato ai criminali la certezza della "non certezza" della pena da scontare.
Un'immigrazione sregolata che chiede a furor di popolo di nuove ferree regole, dove agli stranieri irregolari con centinaia di alias che sfuggono come anguille trai le maglie troppo larghe della giustizia e della burocrazia, vengano contrapposti sistemi come banca del DNA ed impronte digitali.
Quando ero piccolo mio padre mi accompagnava nella vicina latteria, con un contenitore da due litri che riempivamo di buon latte fresco che mia madre faceva bollire con cura ed emanava un profumo di genuinità che ancora ho nelle narici della memoria.
Adesso le stalle chiudono ed il latte costa tanto, troppo. Il gusto è cambiato.Sarebbe ora di riconquistare le stalle perdute e fare in modo che i nostri figli e i nostri nipotini possano ritrovare il gusto del latte appena munto che a memoria non ricordo abbia mai causato problemi di salute a nessuno dei miei fratelli o coetanei.
Luca Zaia adesso ha una responsabilità enorme, ma quello che rende un grande uomo ancora più grande è la sua disponibilità verso i "piccoli" elettori che lo hanno votato, o semplicemente, nel suo caso, vecchi amici, o anche solo vecchie conoscenze, alle quali Luca non si sognerebbe mai di voltare le spalle solo per il fatto di essere diventato "importante".
Non a caso, la sua prima uscita come ministro l'ha fatta a bordo di una vecchia 500, nella sua vecchia scuola enologica, a Conegliano, quasi a ricordare a tutti che è ancora tra noi, che l'ebbrezza del "colle" non lo tocca e che da persona saggia quale ha dimostrato di essere, sa coniugare gli impegni di ministro del governo, con una "braciolata" tra amici.
E questo lo rende il ministro della gente. Il nostro ministro che non deluderà, statene certi.
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E' il più bel video mai visto sulla soppravvivenza di una cordata sull'Everest incappata in una terribile tempesta (in Inglese)